Tutorial

Email respinte e segnalazioni spam: proteggere la reputazione con Email Events

Un tutorial operativo su Email Events di HighLevel per intercettare email respinte, disiscrizioni e segnalazioni spam, separando i passaggi ufficiali dalle scelte prudenziali di gestione dei contatti.

A cura della redazione di HighLevel ItaliaMetodo editoriale
Fonte primaria consultata

TL;DR: quando bounce, unsubscribe e segnalazioni spam vengono gestiti a mano, è facile continuare a coinvolgere nei workflow contatti che non dovrebbero più ricevere email. Il trigger Email Events di HighLevel può avviare automazioni al verificarsi di questi eventi. La fonte ufficiale descrive filtri per evento e workflow, oltre a casi d’uso per rimuovere contatti dai flussi, applicare tag e usare liste di soppressione. Il risultato operativo verificabile è avere un workflow pubblicato che reagisce agli eventi email selezionati, anziché dipendere da controlli manuali.

In sintesi

Risposta breve: Email Events serve a far partire un workflow quando un’email viene aperta, cliccata, respinta, disiscritta o segnalata come spam. Per la reputazione del mittente, gli eventi prioritari sono Bounced, Unsubscribed e Complained (Spam).

Il problema quotidiano di un titolare o di un responsabile marketing non è soltanto inviare campagne: è accorgersi in tempo che un indirizzo non riceve più le email, che una persona ha revocato il consenso oppure che ha segnalato il messaggio come indesiderato. Se il controllo avviene manualmente, le informazioni possono rimanere isolate, i contatti possono restare nei workflow attivi e nuovi invii possono essere tentati senza una gestione coerente.

HighLevel mette a disposizione il trigger di workflow Email Events, documentato nel portale di supporto ufficiale. Il trigger può reagire in base agli eventi email e può essere limitato a workflow specifici. In questo tutorial lo scenario è ipotetico: un team vuole rendere più ordinata la gestione delle email respinte, delle disiscrizioni e delle complaint, senza attribuire il caso a un cliente reale.

I nomi delle voci, il comportamento dell’interfaccia e la disponibilità delle funzioni possono cambiare dopo la data di verifica della fonte ufficiale, che riporta una modifica al 15 gennaio 2025.

La situazione di partenza

Risposta breve: il processo manuale crea ritardi e incoerenze proprio nei momenti in cui sarebbe utile interrompere o limitare i successivi invii.

Immaginiamo un account HighLevel in cui più workflow inviano email a contatti acquisiti da moduli, follow-up commerciali o campagne informative. Un messaggio può essere respinto perché non consegnabile; un destinatario può annullare l’iscrizione; un altro può contrassegnare l’email come spam. Questi eventi non hanno lo stesso significato, ma hanno un elemento comune: richiedono una decisione tempestiva sul rapporto fra quel contatto e le email future.

Senza un flusso dedicato, il responsabile deve individuare l’evento, cercare il contatto, capire quali automazioni sono in corso e decidere se intervenire su liste, tag o impostazioni di non contatto. Nel frattempo, altri workflow possono restare attivi. Il rischio operativo non è una promessa di conseguenze automatiche, ma una possibilità concreta: informazioni gestite in ritardo o in modo diverso da persone diverse.

La documentazione di HighLevel evidenzia in particolare che le complaint incidono su deliverability e reputazione del mittente: troppe segnalazioni possono indurre gli email service provider a classificare future email come spam o perfino a bloccare il dominio. Per questo una complaint non va trattata come un normale segnale di scarso interesse. È un evento da intercettare con una logica prudente.

Prima di costruire l’automazione, conviene distinguere tre obiettivi operativi:

  • intercettare un bounce e separare il contatto dagli invii attivi, secondo la procedura scelta dal team;
  • gestire una disiscrizione interrompendo il coinvolgimento email previsto dai workflow;
  • reagire a una complaint spam con una regola più cauta, valutando anche lo stato DND.

Questa organizzazione riguarda HighLevel e i suoi workflow: non sostituisce la configurazione tecnica del dominio mittente. Per quel tema è utile approfondire come configurare e verificare SPF, DKIM e DMARC in HighLevel e le buone pratiche di warm-up email.

Cosa cambia con HighLevel

Risposta breve: invece di cercare gli eventi dopo l’invio, Email Events può far avviare un workflow nel momento in cui si verifica l’interazione o l’esito scelto.

Secondo la fonte ufficiale, il trigger Email Events Workflow Trigger attiva un workflow al verificarsi di uno specifico evento email. Gli eventi disponibili indicati nella documentazione sono:

  • Clicked, quando il destinatario seleziona un link;
  • Opened, quando l’email viene aperta;
  • Bounced, quando l’email non può essere consegnata;
  • Unsubscribed, quando il contatto annulla l’iscrizione;
  • Complained (Spam), quando il destinatario segnala l’email come spam.

Per il tema della reputazione, i primi due eventi sono secondari: possono essere impiegati per l’engagement, ma non sono il fulcro della gestione di bounce, disiscrizioni e complaint. Se l’obiettivo è inviare un follow-up solo a chi ha mostrato interesse, esiste anche la guida dedicata a Email Events dopo un clic.

Il cambiamento pratico è la separazione fra evento, ambito e azione successiva. L’evento stabilisce cosa è accaduto; il filtro In Workflow restringe dove deve essere osservato; il workflow definisce cosa fare dopo. La fonte specifica che è possibile selezionare uno o più eventi e che il filtro In Workflow limita l’attivazione ai messaggi verificatisi all’interno di workflow designati.

Questo approccio serve soprattutto a chi gestisce più sequenze email e vuole evitare regole indistinte. Per esempio, un workflow dedicato ai bounce può trattare soltanto l’evento Bounced, mentre una procedura separata può occuparsi di Unsubscribed e Complained (Spam). La fonte conferma inoltre che workflow diversi possono usare lo stesso evento, applicando filtri differenti per gruppi o azioni distinte.

Passaggio ufficiale: per le email respinte, l’esempio della documentazione propone di contrassegnare automaticamente il contatto come “Invalid”, rimuoverlo dalle mailing list attive e aggiungerlo a una suppression list, così da prevenire ulteriori tentativi di invio.

Passaggio ufficiale: per chi si disiscrive, la FAQ ufficiale indica che il filtro Unsubscribed può automatizzare la rimozione del contatto da tutti i workflow attivi e l’aggiunta a una lista di soppressione.

Passaggio ufficiale: in caso di complaint, la FAQ segnala che l’evento Complained può avviare un’automazione che rimuove il contatto da tutti i workflow e lo contrassegna come DND per prevenire email future.

Come configurare il flusso

Risposta breve: si crea o si apre un workflow, si aggiunge Email Events, si assegna un nome al trigger, si impostano Event e facoltativamente In Workflow, quindi si salva e pubblica.

Di seguito sono riportati i passaggi indicati dalla documentazione ufficiale. Poiché l’interfaccia di GoHighLevel può evolvere, usali come traccia e verifica le etichette presenti nel tuo account.

  1. Apri l’area Automation. La fonte invita ad accedere alla sezione “Automation” della piattaforma.
  2. Crea un workflow o selezionane uno esistente. Scegli il workflow nel quale applicare il trigger Email Events.
  3. Aggiungi un nuovo trigger. Seleziona “+ Add New Trigger” e poi “Email Events” dall’elenco disponibile.
  4. Dai un nome descrittivo al trigger. La fonte raccomanda un nome che renda immediata la finalità del trigger a chi dovrà leggere o modificare il workflow.
  5. Imposta il filtro Event. Per questo caso, seleziona uno fra Bounced, Unsubscribed o Complained (Spam), oppure più eventi se la procedura interna richiede lo stesso trattamento iniziale.
  6. Valuta il filtro In Workflow. Usalo se vuoi che il trigger si attivi soltanto quando l’evento si verifica in workflow specifici. È il filtro che aggiunge precisione quando esistono campagne o sequenze diverse.
  7. Salva e pubblica. La documentazione indica di fare clic su “Save” e poi di pubblicare il workflow.

Una struttura prudente può prevedere tre workflow separati, ciascuno con una finalità leggibile già dal nome: uno per bounce, uno per unsubscribe e uno per complaint. Questa è una scelta editoriale di organizzazione, non un requisito tecnico dichiarato dalla fonte. Il vantaggio è poter assegnare azioni proporzionate all’evento, evitare di confondere i report interni e rendere più semplice la revisione del flusso.

Per il workflow dei bounce, ci si può ispirare direttamente al caso d’uso ufficiale: tag “Invalid”, rimozione dalle liste attive e inserimento in una suppression list. Per unsubscribe e complaint, la fonte parla di uscita dai workflow attivi e, rispettivamente, di suppression list e DND.

Consiglio editoriale: prima di pubblicare, documenta internamente cosa significa DND nel vostro processo e chi può modificarlo. La fonte presenta il DND come possibile risposta a una complaint per prevenire ulteriori email; non dettaglia una politica universale per ogni canale o ogni situazione. Evita quindi di trasformare una regola pensata per l’email in una decisione automatica più ampia senza averne definito implicazioni e responsabilità.

Il risultato operativo

Risposta breve: il risultato verificabile è un insieme di workflow pubblicati che si attivano sugli eventi email configurati e applicano le azioni previste dal processo.

In uno scenario ben delimitato, il responsabile non deve più basarsi soltanto su un controllo manuale per individuare bounce, disiscrizioni e complaint. Quando si verifica l’evento selezionato, HighLevel può far partire il workflow corrispondente. La documentazione descrive questo meccanismo come automazione di risposte basate sulle interazioni email in tempo reale.

Per un bounce, l’esito può essere il trattamento descritto dalla fonte: identificazione del contatto come non valido, rimozione dalle liste attive e aggiunta a una lista di soppressione. Per una disiscrizione, il flusso può rimuovere il contatto dai workflow attivi e inserirlo nella suppression list. Per una complaint, può rimuoverlo dai workflow e impostarlo come DND, secondo quanto indicato dalla FAQ ufficiale.

Non è possibile promettere un miglioramento misurabile della reputazione, una riduzione delle segnalazioni o una consegna garantita: dipendono dal contesto, dai contenuti inviati, dalla qualità dei contatti e da fattori esterni alla configurazione del trigger. Ciò che puoi verificare è che il trigger scelto, con i filtri impostati e il workflow pubblicato, sia pronto a reagire agli eventi descritti.

Errori e limiti

Risposta breve: Email Events automatizza la reazione agli eventi supportati, ma non sostituisce una policy sui contatti né rileva automaticamente l’assenza di apertura.

Il primo errore è trattare bounce, unsubscribe e complaint come sinonimi. La fonte li elenca come eventi distinti e descrive azioni differenti. Un bounce riguarda una mancata consegna; una disiscrizione comunica l’uscita dalla lista; una complaint segnala spam e ha un rilievo diretto per deliverability e reputazione del mittente.

Il secondo errore è non usare il filtro In Workflow quando serve. Se l’account contiene molte automazioni, limitare il trigger a workflow designati aiuta a evitare che un evento rilevato in un contesto attivi una risposta pensata per un altro.

Il terzo errore è usare il DND senza una regola interna chiara. La fonte lo indica come azione possibile per le complaint, ma non definisce le procedure organizzative, le verifiche o le eccezioni applicabili a ogni business. La scelta prudente è stabilire prima finalità, proprietario del processo e modalità di revisione.

C’è anche un limite esplicito nella documentazione: il trigger funziona per email aperte, cliccate, respinte, disiscritte o segnalate come spam. Non è indicato come trigger per le email non aperte. Per inviare promemoria in assenza di engagement, la fonte suggerisce un workflow separato dopo un certo periodo.

Infine, non pubblicare un workflow senza verificarne nome, filtri e finalità. Tornando al problema iniziale, l’obiettivo non è accumulare automazioni: è evitare che il team debba rincorrere manualmente eventi sensibili dopo ogni invio. Per approfondire l’uso di HighLevel e valutare risorse aggiuntive, puoi consultare il bonus WhatsApp GoHighLevel. I risultati variano in base al contesto, ai processi adottati e alla qualità della configurazione.

Domande frequenti

Che cos’è il trigger Email Events in HighLevel?

È un trigger di workflow che si attiva quando avviene un evento email specifico, come apertura, clic, bounce, disiscrizione o segnalazione spam.

Come posso gestire un’email respinta con Email Events?

La fonte ufficiale propone un workflow con evento Bounced che contrassegna il contatto come Invalid, lo rimuove dalle liste attive e lo aggiunge a una suppression list.

Cosa può accadere quando un contatto annulla l’iscrizione?

Usando il filtro Unsubscribed, HighLevel può avviare un’automazione per rimuovere il contatto dai workflow attivi e aggiungerlo a una lista di soppressione, secondo la documentazione ufficiale.

Come si gestisce una segnalazione spam in HighLevel?

L’evento Complained (Spam) può attivare un workflow che rimuove il contatto dai workflow e lo contrassegna come DND per prevenire future email, come indicato nella FAQ ufficiale.

Email Events può attivarsi per un’email non aperta?

No. La fonte indica che il trigger supporta opened, clicked, bounced, unsubscribed e complained. Per i non aperti suggerisce un workflow separato che attenda un periodo senza engagement.

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