HighLevel: Workflow Builder supporta array e liste nei campi di testo
Nel Workflow Builder di HighLevel, il selettore dei valori personalizzati riconosce ora gli output di tipo lista e consente di estrarre un campo, scegliere il formato e visualizzare un’anteprima prima dell’inserimento nel testo.
Fonte primaria consultata
TL;DR: HighLevel ha annunciato un aggiornamento per il Workflow Builder che permette di usare valori di tipo array o lista direttamente nei campi di testo. Quando il custom value picker rileva una raccolta di dati, come line item di un ordine o liste ricevute da un Inbound Webhook, non inserisce più la lista grezza: propone invece una configurazione inline per scegliere il campo da estrarre e il formato di visualizzazione. Le opzioni indicate dalla fonte ufficiale includono elenco separato da virgole, elenco puntato, elenco numerato e separatore personalizzato, oltre a un eventuale fallback per liste vuote. Nomi, comportamento dell’interfaccia e disponibilità effettiva possono cambiare dopo la data di verifica della fonte, 18 agosto 2026.
In sintesi
HighLevel interviene su un limite pratico del Workflow Builder: la resa delle raccolte di valori all’interno dei contenuti testuali generati dalle automazioni. Prima di questo aggiornamento, secondo il changelog ufficiale, array e liste non potevano essere renderizzati direttamente nei text field. Questo rendeva meno immediato usare dati strutturati in email, note e altri contenuti creati da un workflow.
La novità riguarda il custom value picker, cioè il selettore impiegato per inserire valori dinamici in un campo di testo. Se il workflow rileva nel contesto di esecuzione un output di tipo lista, il picker mantiene l’utente nel campo attuale e apre un piccolo modulo inline. Da qui è possibile definire quale proprietà estrarre dagli elementi della lista e in che forma visualizzarla nel messaggio o nel contenuto.
La fonte primaria è il changelog “Workflow Builder: Array/List Values Now Supported in Text Fields” pubblicato da HighLevel. L’annuncio non comunica prezzi, requisiti di piano, date di rollout o dettagli completi sulla disponibilità per account e aree geografiche. Per questo non sarebbe corretto dedurre che la funzione sia già attiva in ogni sub-account o configurazione GoHighLevel.
Cosa cambia nel Workflow Builder
Il cambiamento principale è la trasformazione di una lista in testo leggibile senza dover necessariamente trattare ogni valore come dato isolato. Il selettore riconosce, stando alla descrizione ufficiale, valori list-type come:
- line item di un ordine;
- liste ricevute tramite Inbound Webhook;
- altre collezioni di valori disponibili nel contesto di esecuzione.
Quando viene scelta una lista, l’editor non dovrebbe inserire il valore raw così com’è. Al suo posto, la configurazione richiede di selezionare un campo da estrarre dagli elementi della raccolta e un formato per presentarlo. Le modalità citate da HighLevel sono:
- valori separati da virgole;
- elenco puntato;
- elenco numerato;
- unione tramite un separatore personalizzato.
Le regole di formattazione vengono salvate insieme al custom value. Quando il workflow viene eseguito, HighLevel dichiara di renderizzare la lista più recente disponibile in quella specifica esecuzione. È un dettaglio importante: la configurazione non equivale a copiare una lista statica nel testo, ma collega la resa del campo ai dati presenti nel runtime del workflow.
I valori singoli, inclusi testo, numeri, date e altre variabili non strutturate, mantengono invece il comportamento esistente di inserimento immediato. L’interfaccia aggiuntiva per campo e formato compare soltanto se il sistema identifica un output di tipo lista nel contesto di esecuzione.
A chi può servire
La funzione è rilevante per chi costruisce workflow che ricevono o generano dati composti da più record. Un caso chiaro è l’e-commerce: un’automazione può avere bisogno di riassumere gli articoli presenti in un ordine all’interno di una comunicazione, una nota interna o un passaggio successivo del flusso.
Può essere utile anche alle agenzie e ai team che usano webhook in ingresso per collegare HighLevel a sistemi esterni. Se il payload espone una raccolta di elementi, ad esempio prodotti, richieste, servizi, partecipanti o righe operative, poter estrarre una proprietà e renderla in forma ordinata evita di dover presentare all’operatore o al destinatario una struttura dati poco leggibile.
L’aggiornamento può interessare inoltre i workflow usati per passaggi di consegna tra team: una nota con un elenco puntato di elementi può essere più leggibile di una stringa non formattata, mentre una lista separata da virgole può essere più compatta in un testo breve. Chi sta progettando automazioni con intelligenza artificiale o modelli esterni può considerare questa possibilità nel disegno dei dati, senza però assumere compatibilità ulteriori non citate nell’annuncio. Per approfondire altri sviluppi dell’automazione, si può leggere la nostra analisi su AI Agent Action e i modelli Anthropic e Google nei workflow.
I passaggi indicati dalla fonte ufficiale
HighLevel descrive un flusso operativo essenziale, da intendere come indicazione generale: l’interfaccia può essere modificata nel tempo e la posizione dei comandi può variare.
- Aprire il custom value picker in un campo di testo del workflow.
- Selezionare un valore riconosciuto come lista.
- Scegliere il campo da estrarre da ciascun elemento della lista.
- Definire il formato dell’elenco: virgole, punti elenco, numerazione oppure separatore personalizzato.
- Se necessario, impostare un fallback per il caso in cui la lista sia vuota.
- Controllare l’anteprima del risultato.
- Fare clic su Insert per aggiungere il valore configurato nel punto del cursore.
L’anteprima è uno degli aspetti più utili descritti nel changelog, perché mostra come appariranno campo e formato scelti prima dell’inserimento. Non va tuttavia confusa con la verifica completa di tutte le condizioni di produzione: la fonte non spiega l’estensione dei dati usati nel preview, né eventuali differenze tra anteprima e specifiche esecuzioni del workflow. Un test con payload rappresentativi resta quindi una precauzione ragionevole.
Un esempio: SKU da un Inbound Webhook
L’esempio fornito da HighLevel parte da un Inbound Webhook che invia una lista line_items, al cui interno è disponibile il campo sku. Nel picker si seleziona line_items, si estrae sku e si imposta il formato Numbered list. L’output viene quindi inserito come un elenco in cui ogni SKU occupa una riga numerata.
Il valore dell’esempio non sta soltanto nel formato numerato. Mostra la logica da seguire: prima si identifica la raccolta, poi la proprietà utile di ciascun elemento, infine la forma del testo. In una lista di articoli, estrarre lo SKU è diverso dall’estrarre un nome prodotto, una quantità o un prezzo; la scelta deve corrispondere al destinatario e allo scopo della comunicazione.
Per workflow con dati dinamici provenienti da eventi e integrazioni, è pertinente anche l’aggiornamento che riguarda il Message ID negli Email Events del Dynamic Picker. Le due novità non vengono presentate da HighLevel come dipendenti l’una dall’altra, ma entrambe richiamano l’importanza di selezionare con precisione il dato dinamico da usare nel flusso.
Benefici potenziali
Il primo beneficio è la leggibilità. Una raccolta di elementi può diventare un elenco coerente con il canale e con la finalità del testo, anziché un dato tecnico difficile da interpretare.
Il secondo è la riutilizzabilità. Una volta configurate le regole nel custom value, HighLevel indica che esse vengono salvate e applicate alle liste aggiornate a ogni esecuzione. Questo può ridurre la necessità di riscrivere manualmente strutture testuali simili in più punti dell’automazione.
Il terzo è il controllo sul caso di lista vuota. La disponibilità di un fallback opzionale consente, almeno secondo quanto riportato dalla fonte, di pianificare un testo alternativo quando non esistono elementi da rendere. La formulazione concreta del fallback e l’effetto sul contenuto finale meritano una verifica nel singolo workflow.
Limiti e errori da evitare
L’aggiornamento non significa che qualunque valore dinamico possa essere trattato come lista. Il menu di formattazione appare soltanto quando HighLevel rileva un output list-type nel contesto di esecuzione. Se un valore è testo semplice, numero o data, conserva il normale inserimento istantaneo.
Un errore frequente sarebbe scegliere il formato prima di verificare la struttura del dato. Se ogni elemento della lista non contiene il campo selezionato, il risultato potrebbe non essere quello atteso. La fonte non specifica come la piattaforma gestisca proprietà mancanti, oggetti annidati, valori nulli, limiti di lunghezza o caratteri speciali: sono aspetti da valutare con dati reali e senza fare assunzioni.
È altrettanto prudente non usare un elenco puntato o numerato in contesti in cui il canale di destinazione potrebbe alterare la formattazione. Il changelog parla di text field ed esempi applicabili a email, note e altri contenuti dei workflow, ma non dettaglia la resa in ogni editor o canale. Un’anteprima e test di invio sono preferibili a un rilascio diretto su workflow critici.
Infine, non conviene confondere questa funzione con un sistema di trasformazione dati completo. L’annuncio riguarda l’estrazione di un campo e la presentazione della lista in testo; non documenta filtri, ordinamenti, aggregazioni, calcoli o logiche avanzate sugli array. Per scenari più complessi, occorre verificare quali strumenti siano realmente disponibili nella propria configurazione.
Impatto sulla progettazione delle automazioni
Sul piano operativo, la novità incoraggia a separare con maggiore chiarezza dati e presentazione. Un webhook può continuare a passare una raccolta strutturata; il campo di testo del workflow può decidere, al momento dell’inserimento, come visualizzare una proprietà di quella raccolta. Questo aiuta a mantenere più comprensibili i messaggi rivolti a clienti e operatori.
È utile documentare internamente quale campo viene estratto e perché. In un workflow gestito da più persone, una lista di SKU, una lista di nomi e una lista di quantità potrebbero apparire simili nel picker ma produrre messaggi con scopi molto diversi. La stessa attenzione vale quando si interviene su trigger e azioni: HighLevel ha anche chiarito la visualizzazione di elementi compatibili in Pinned e Recent nei workflow, un contesto distinto ma collegato alla manutenzione ordinata delle automazioni.
Per chi desidera valutare GoHighLevel con un supporto orientato all’implementazione, è disponibile il nostro bonus WhatsApp per GoHighLevel. La scelta della configurazione e i risultati delle automazioni variano comunque in base al contesto, alla qualità dei dati, ai canali usati e alla progettazione del workflow.
Domande frequenti
Cosa aggiunge HighLevel ai campi di testo del Workflow Builder?
Secondo il changelog ufficiale, il custom value picker riconosce ora i valori di tipo lista o array e consente di estrarre un campo dagli elementi della raccolta, scegliendo anche il formato di visualizzazione nel testo.
Quali formati sono disponibili per le liste nei workflow?
La fonte cita quattro opzioni: elenco separato da virgole, elenco puntato, elenco numerato e unione tramite separatore personalizzato.
Posso usare questa funzione con i dati di un Inbound Webhook?
HighLevel indica espressamente le liste provenienti da Inbound Webhook tra gli esempi di valori supportati. Il menu di formattazione compare quando il workflow rileva un output di tipo lista nel contesto di esecuzione.
Cosa succede se la lista è vuota?
La procedura descritta dalla fonte prevede un fallback opzionale per liste vuote. Il changelog non specifica tutti i dettagli di resa, quindi è opportuno controllare anteprima e comportamento nel proprio workflow.
I valori singoli come testo, numeri e date cambiano comportamento?
No. L’annuncio precisa che testo, numeri, date e altre variabili a valore singolo mantengono il comportamento esistente di inserimento immediato.
L’aggiornamento garantisce la disponibilità per tutti gli account HighLevel?
La fonte ufficiale descrive la funzionalità ma non fornisce dettagli su piani, rollout o disponibilità per singolo account. Nomi e disponibilità possono cambiare dopo la data della fonte, 18 agosto 2026.
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