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Come ottimizzare i webhook con Array Formatter gratuito di HighLevel

L’Array Formatter di HighLevel è gratuito e presenta una UI più chiara. Ecco come inserirlo dopo un webhook, scegliere l’azione e verificare l’output prima di salvare il workflow.

A cura della redazione di HighLevel ItaliaMetodo editoriale
Fonte primaria consultata
Come ottimizzare i webhook con Array Formatter gratuito di HighLevel

TL;DR: quando un webhook porta in un workflow di HighLevel un elenco di valori anziché un singolo dato, il problema non è ricevere l’informazione ma renderla utilizzabile nel passaggio successivo. Array Formatter, precedentemente chiamato Array Functions, è ora gratuito e può essere inserito dopo un webhook o un’altra fonte che genera un array. La procedura ufficiale indicata da HighLevel è: aggiungere l’azione, scegliere il tipo di operazione e controllare tipo di ritorno e anteprima dell’output prima di salvare. Il risultato operativo verificabile è una configurazione più leggibile, con un controllo preventivo dell’output atteso e senza costi di esecuzione attribuiti a questa funzione.

In sintesi

  • Array Formatter è gratuito: HighLevel dichiara la rimozione dei costi di esecuzione, dei badge premium e dei banner relativi a questa azione.
  • Il nome è cambiato: la precedente funzione Array Functions è stata rinominata ufficialmente Array Formatter.
  • Serve soprattutto dopo webhook e fonti simili: aiuta a formattare e manipolare dati organizzati come array all’interno dei workflow.
  • La nuova interfaccia punta alla chiarezza: include descrizioni dei tipi di azione, icone e anteprime dell’output.
  • Non sostituisce il controllo dei dati in ingresso: il webhook deve comunque inviare una struttura coerente con il flusso che si vuole costruire.

La fonte ufficiale è il changelog HighLevel, “Array Formatter Now Free to Use With Smarter UI”, pubblicato l’8 maggio 2026. Nomi delle azioni, interfaccia e disponibilità possono cambiare dopo questa data di verifica.

La situazione di partenza

Risposta breve: un responsabile di agenzia perde tempo quando un webhook trasferisce una lista di dati che il workflow non riesce a usare nel formato necessario al passaggio successivo.

È una situazione ricorrente per chi costruisce automazioni in GoHighLevel. Arriva un webhook da un sistema esterno oppure da un’integrazione: invece di un solo campo, contiene un array. Può essere una lista di risposte, elementi selezionati, prodotti o preferenze. Il workflow ha ricevuto il dato, ma ora deve poterlo interpretare in modo coerente prima di proseguire.

In uno scenario ipotetico, un’agenzia che gestisce i workflow per un’attività locale riceve dal sistema collegato un elenco relativo alle preferenze espresse da un contatto. Il titolare o il responsabile operativo deve decidere come usare quell’elenco nel CRM e nelle automazioni successive. Senza un passaggio dedicato alla manipolazione dell’array, il processo tende a diventare manuale: si controllano i dati, si prova a ricostruirli in un formato più utile oppure si aggiungono soluzioni alternative per gestire casi specifici.

La conseguenza pratica è una minore prevedibilità della configurazione. Non è sufficiente sapere che il webhook è stato ricevuto: occorre anche capire che cosa produrrà il passaggio di trasformazione e se quel risultato è adatto all’azione successiva.

Questo tema interessa in particolare agenzie, PMI e team che usano HighLevel come piattaforma CRM e di marketing automation e che collegano workflow a fonti esterne. Per approfondire la progettazione di passaggi logici nei flussi, può essere utile anche la guida sui calcoli matematici nei workflow GoHighLevel per aziende e oggetti personalizzati: è un argomento distinto, ma condivide la necessità di verificare dati, input e output prima di automatizzare.

Cosa cambia con HighLevel

Risposta breve: Array Formatter non è più un’azione premium a pagamento; HighLevel la indica come gratuita, con una UI aggiornata per rendere più comprensibile la scelta delle operazioni e il risultato prodotto.

Secondo il changelog ufficiale, HighLevel ha reso Array Formatter completamente gratuito, rimuovendo i costi associati alle esecuzioni. L’azione è trattata come esecuzione standard e non presenta più badge o banner che ne segnalavano lo stato premium.

Il cambiamento riguarda due aspetti concreti.

Il primo è economico: chi utilizza l’azione nei propri workflow non deve considerare un costo di esecuzione specifico per Array Formatter. Questo non equivale a dire che ogni componente di un workflow sia gratuito o che ogni integrazione esterna abbia le stesse condizioni; significa esclusivamente che, in base all’annuncio ufficiale, questa funzionalità non comporta costi di esecuzione aggiuntivi.

Il secondo riguarda l’esperienza di configurazione. HighLevel segnala un pannello delle azioni migliorato con:

  • descrizioni chiare e concise per i tipi di azione;
  • icone attenuate per riconoscere più rapidamente l’operazione;
  • anteprime dell’output previsto per ciascun tipo di azione.

Nella fonte vengono citati, come esempi di tipi di azione, split array, merge array e filter array. La documentazione fornita non dettaglia le regole di configurazione né tutti i campi disponibili per ogni opzione. Per questo è corretto considerarli esempi di categorie operative mostrate da HighLevel, non una promessa che ogni schema dati possa essere gestito nello stesso modo.

Per un’agenzia italiana, il valore operativo è poter trattare un array ricevuto da webhook all’interno dello stesso workflow, con una fase esplicita di verifica dell’output. In termini pratici, HighLevel è la piattaforma in cui risiede l’automazione; il webhook è una possibile fonte di dati; Array Formatter è lo strumento che interviene sulla struttura ad array prima delle azioni successive.

Come configurare il flusso

Risposta breve: inserisci Array Formatter dopo il webhook, scegli il tipo di azione più coerente con il risultato che ti serve e controlla l’anteprima dell’output prima di salvare.

Di seguito sono riportati i passaggi indicati dalla fonte ufficiale, separati da alcune cautele editoriali utili per applicarli a un workflow reale. L’interfaccia può cambiare: verifica sempre le etichette effettivamente disponibili nel tuo account HighLevel.

1. Parti da una fonte che genera un array

Il punto di partenza è un workflow che riceve dati da un webhook o da un altro passaggio capace di generare un array. L’Array Formatter è particolarmente rilevante proprio in questo contesto: non crea necessariamente i dati, ma aiuta a manipolare una lista già ricevuta.

Consiglio editoriale: prima di intervenire sul workflow, chiarisci quale risultato deve produrre l’array. Per esempio, chiediti se devi separare elementi, unirli o filtrare un elenco. Non configurare l’azione solo perché il webhook contiene più valori: definisci prima quale passaggio successivo utilizzerà il risultato e in quale forma.

2. Aggiungi l’azione Array Formatter nel workflow

La procedura ufficiale invita ad aggiungere l’azione Array Formatter all’interno del workflow, in genere dopo il webhook o dopo qualsiasi passaggio che produca un array di dati.

Questa posizione ha una logica operativa: prima il workflow riceve il dato, poi lo trasforma, quindi usa il risultato per proseguire. Se l’azione viene inserita prima del passaggio che genera l’array, potrebbe non avere ancora il dato su cui lavorare.

Ricorda inoltre la rinominazione: se stai confrontando guide meno recenti o configurazioni esistenti, puoi incontrare il nome Array Functions. Il nome ufficiale comunicato da HighLevel è ora Array Formatter.

3. Seleziona il tipo di azione

Dopo avere inserito Array Formatter, la fonte indica di usare il menu a tendina aggiornato per scegliere l’azione desiderata. Le descrizioni disponibili nella UI dovrebbero aiutare a distinguere la funzione di ciascuna opzione.

HighLevel cita come esempi split array, merge array e filter array. La scelta dipende dalla struttura ricevuta e dal risultato che serve al workflow:

  • split array è un esempio di azione da valutare quando il flusso deve separare elementi;
  • merge array è un esempio pertinente quando serve unire dati in forma di array;
  • filter array è un esempio pertinente quando occorre limitare l’elenco in base a un criterio.

Consiglio editoriale: evita di scegliere un’operazione in base al nome soltanto. Leggi la descrizione in UI e confrontala con il tipo di ritorno previsto. La stessa lista di dati può richiedere trattamenti diversi a seconda che l’automazione debba proseguire con un valore, con più elementi o con una lista filtrata.

4. Controlla il tipo di ritorno e l’anteprima dell’output

Questo è il controllo centrale previsto dalla guida rapida ufficiale: prima di salvare, rivedi il tipo di ritorno e l’anteprima dell’output per verificare che il risultato sia quello atteso.

L’anteprima non sostituisce i test sul contesto complessivo del workflow, ma offre un punto di controllo prima del salvataggio. È qui che la UI aggiornata può rendere il processo più trasparente: il responsabile non deve basarsi soltanto sul nome dell’azione, ma può confrontare l’output mostrato con il dato che l’azione successiva dovrà utilizzare.

Per workflow che poi alimentano canali di conversazione, è opportuno distinguere la gestione dell’array dalla configurazione del canale. Ad esempio, l’integrazione dei widget e delle API ha regole proprie: consulta la guida su come integrare i Chat Widget di GoHighLevel con API per Live Chat ed Email Chat senza presumere che Array Formatter configuri automaticamente tali componenti.

5. Salva solo dopo la verifica

La fonte conclude i passaggi con la verifica e il salvataggio. In un flusso gestito da un’agenzia, questa sequenza riduce il rischio di salvare una trasformazione il cui output non corrisponde all’uso previsto.

Consiglio editoriale: documenta internamente che cosa entra nel webhook, quale tipo di operazione è stato selezionato e quale output ci si aspetta. Non è un requisito dichiarato da HighLevel, ma aiuta il team a mantenere il workflow comprensibile quando dovrà modificarlo o risolvere una discrepanza nei dati.

Il risultato operativo

Risposta breve: il risultato che puoi verificare è un workflow in cui il dato ad array viene gestito con un’azione gratuita e con un’anteprima dell’output disponibile prima del salvataggio.

Non è corretto promettere che ogni webhook funzionerà senza interventi o che una manipolazione dell’array genererà automaticamente campagne, vendite o tempi di gestione inferiori. Questi esiti dipendono dalla qualità dei dati ricevuti, dalla struttura del workflow, dalle azioni successive e dal contesto dell’azienda.

Il beneficio verificabile descritto da HighLevel è più circoscritto: Array Formatter consente di formattare e manipolare array provenienti da webhook e altre fonti nei workflow, senza costi di esecuzione per la funzione, con descrizioni e anteprime pensate per rendere più prevedibile la configurazione.

Per il titolare che all’inizio doveva inseguire elenchi difficili da usare, il flusso può quindi diventare più esplicito: ricezione del dato, passaggio Array Formatter, controllo dell’output e prosecuzione dell’automazione. È un miglioramento del processo di configurazione, non una garanzia sul risultato commerciale dell’automazione.

Errori e limiti

Risposta breve: l’errore principale è trattare Array Formatter come una soluzione automatica a dati incoerenti o a un workflow progettato senza un output definito.

Evita questi errori:

  1. Confondere la gratuità dell’azione con la gratuità dell’intero flusso. L’annuncio riguarda Array Formatter e i suoi costi di esecuzione; non estende automaticamente questa condizione ad altri servizi, canali o integrazioni.
  2. Usare un nome non aggiornato senza verificare la UI. Array Functions è stato rinominato Array Formatter. Cerca l’etichetta presente nel tuo account, considerando possibili aggiornamenti dell’interfaccia.
  3. Saltare l’anteprima dell’output. La fonte identifica anteprima e tipo di ritorno come controlli da fare prima del salvataggio. Ignorarli riduce la prevedibilità che l’aggiornamento intende migliorare.
  4. Dare per scontata la struttura del webhook. Array Formatter aiuta a manipolare array, ma non rende automaticamente valido un input incompleto, incoerente o diverso da quello atteso.
  5. Trasformare esempi di azione in istruzioni universali. Split, merge e filter sono esempi citati dalla fonte. La configurazione effettiva dipende dal caso d’uso e dalle opzioni mostrate nella UI.

Il limite essenziale è questo: il changelog non descrive nel dettaglio tutti i parametri, le condizioni o le compatibilità di ogni azione. Dove la fonte non entra nel merito, non è prudente indicare una sequenza tecnica certa. Controlla quindi la documentazione e l’interfaccia correnti prima di applicare modifiche a workflow già in uso.

Se il problema iniziale è trasformare una lista ricevuta da webhook in un passaggio più gestibile, partire da Array Formatter e dalla sua anteprima è un modo concreto per rendere il flusso più leggibile. Per risorse e condizioni legate all’attivazione di HighLevel, puoi consultare il bonus WhatsApp GoHighLevel. I risultati variano in base al contesto, ai dati in ingresso e a come è progettata l’automazione.

Domande frequenti

Che cos’è Array Formatter in HighLevel?

È l’azione di HighLevel, precedentemente chiamata Array Functions, usata per formattare e manipolare dati in forma di array all’interno dei workflow, in particolare dopo webhook e fonti analoghe.

Array Formatter è gratuito?

Sì. Secondo il changelog ufficiale HighLevel dell’8 maggio 2026, Array Formatter è completamente gratuito e non comporta costi di esecuzione specifici.

Dove va inserito Array Formatter in un workflow?

La fonte ufficiale indica di aggiungerlo tipicamente dopo un webhook o dopo un altro passaggio che genera un array di dati.

Quali azioni cita HighLevel per Array Formatter?

La fonte menziona come esempi split array, merge array e filter array. Le opzioni e le impostazioni disponibili vanno verificate nell’interfaccia corrente.

Come posso ridurre gli errori nella configurazione?

Prima di salvare, HighLevel consiglia di controllare il tipo di ritorno e l’anteprima dell’output, oltre a usare le descrizioni dei tipi di azione presenti nella UI.

Array Formatter risolve qualsiasi problema di webhook?

No. Può aiutare a manipolare array ricevuti nel workflow, ma non garantisce la correttezza dei dati in ingresso né sostituisce la progettazione e la verifica dell’intero flusso.

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