SaaS per agenzie italiane: strategie di prezzi flessibili e scalabili con fino a 99 piani HighLevel
L’aumento da 20 a 99 piani e categorie SaaS in HighLevel amplia lo spazio di progettazione dell’offerta. Ecco come usare questa capacità per ordinare listini, segmenti e servizi senza complicare il catalogo.

TL;DR: HighLevel ha portato da 20 a 99 il numero massimo di piani SaaS e di categorie SaaS configurabili. Per un’agenzia italiana, il cambiamento non impone di creare 99 offerte: rende possibile organizzare un catalogo più articolato per nicchie, livelli di servizio, aree geografiche, dimensione del cliente, onboarding e bundle di add-on. Il risultato operativo verificabile è la disponibilità di più spazio nel configuratore SaaS per separare e ordinare le proposte, rispetto al precedente limite di 20.
In sintesi
Quando il titolare di un’agenzia deve rispondere a richieste diverse con un listino costruito manualmente, il problema tende a ripetersi: un pacchetto viene duplicato, un’eccezione viene annotata a parte, un servizio aggiuntivo finisce nel preventivo ma non nel catalogo. Con il tempo, la proposta commerciale può diventare difficile da spiegare e ancora più difficile da mantenere coerente.
Secondo l’annuncio ufficiale di HighLevel, il limite dei piani SaaS e delle categorie SaaS passa da 20 a 99. È un ampliamento rivolto alle agenzie che usano HighLevel in modalità SaaS e che devono costruire, organizzare o scalare offerte più differenziate.
La novità serve soprattutto quando l’agenzia vuole distinguere la propria proposta per settore, fascia di servizio, segmento di clientela, località, pacchetti di onboarding oppure bundle di add-on. Non dimostra che un catalogo più grande aumenti da solo vendite o margini: permette però di modellare un portafoglio più granulare senza incontrare il precedente vincolo numerico.
I nomi delle funzioni e la loro disponibilità possono cambiare dopo la data di pubblicazione della fonte ufficiale. Prima di riorganizzare un catalogo attivo, è prudente controllare l’ambiente HighLevel effettivamente utilizzato dall’agenzia.
La situazione di partenza
Risposta breve: il limite di 20 elementi può diventare un ostacolo quando l’offerta smette di essere uniforme. L’annuncio HighLevel indica che il precedente massimo di 20 piani e categorie SaaS poteva limitare le agenzie in crescita con strategie di prezzo e di servizio più articolate.
Si consideri uno scenario ipotetico, non riferito a un cliente reale. Un’agenzia italiana parte con pochi pacchetti generici e li usa per tutti. In seguito, vuole proporre combinazioni diverse: un livello di servizio differente, un’offerta per una nicchia, un percorso di onboarding distinto, un bundle con servizi aggiuntivi oppure una proposta adattata a un’area geografica. Ogni variazione può essere legittima, ma senza una struttura chiara il listino rischia di trasformarsi in una raccolta di eccezioni.
Il processo manuale ha conseguenze operative concrete: chi vende deve ricordare quali varianti esistono; chi configura il servizio deve interpretare cosa è stato promesso; chi aggiorna l’offerta deve capire se sta intervenendo su un piano, su una categoria o su un’eccezione non formalizzata. Il punto non è avere molte opzioni a tutti i costi. È evitare che la complessità commerciale viva fuori da un catalogo ordinato.
La distinzione è importante anche sul piano strategico. Un piano può rappresentare un livello di prezzo o un pacchetto di servizi; una categoria può aiutare a ordinare un insieme più ampio di proposte. La fonte ufficiale parla espressamente di offerte per industrie, livelli di servizio, località, segmenti di clientela, pacchetti di onboarding e bundle di add-on. Non stabilisce un modello unico di listino, né indica quali combinazioni siano migliori per un’agenzia italiana.
Cosa cambia con HighLevel
Risposta breve: HighLevel amplia la capacità del configuratore SaaS da 20 a 99 piani e da 20 a 99 categorie. L’aggiornamento rimuove il vincolo precedente e offre alle agenzie maggiore flessibilità nella costruzione e nell’organizzazione dell’offerta.
Il cambiamento ufficiale riguarda la quantità massima configurabile. In pratica, un’agenzia può disporre di più spazio per separare proposte che prima avrebbe dovuto accorpare oppure gestire con soluzioni esterne al catalogo. HighLevel presenta questa estensione come un supporto alla personalizzazione avanzata e alla scalabilità di modelli di business sofisticati.
Per le agenzie italiane, la relazione tra piattaforma, catalogo e risultato operativo è diretta: HighLevel mette a disposizione una capacità più ampia nel configuratore SaaS; l’agenzia decide come progettare piani e categorie; il risultato osservabile è un portafoglio potenzialmente più dettagliato e ordinato. Non è invece possibile dedurre dalla fonte che ogni piano possa essere pubblicato automaticamente, che ogni configurazione abbia lo stesso comportamento o che siano disponibili specifiche logiche di fatturazione.
L’ampliamento può avere senso per chi serve più nicchie o per chi differenzia il livello di servizio. Può essere utile anche quando la stessa tipologia di proposta deve essere distinta per dimensione del cliente o regione geografica, due esempi espressamente richiamati dalla fonte. Tuttavia, il fatto di poter arrivare a 99 non è un invito a usare tutti i 99 slot: è un margine di progettazione.
Un catalogo SaaS più ordinato può inoltre aiutare a rendere coerente ciò che viene venduto con ciò che viene configurato. Quando un piano include attività operative ricorrenti, conviene valutare anche come saranno sostenute internamente. Per approfondire l’organizzazione dei processi collegati, può essere utile la guida sui flussi di lavoro GoHighLevel e l’ottimizzazione del Workflow Builder.
Come configurare il flusso
Risposta breve: la fonte conferma il nuovo limite, non descrive una procedura UI passo per passo. Per questo, i passaggi seguenti sono un metodo editoriale di progettazione dell’offerta, non istruzioni ufficiali di navigazione nell’interfaccia.
Il primo passaggio è separare le ragioni per cui un’offerta cambia. L’agenzia può elencare, ad esempio, le dimensioni indicate dalla fonte: settore o nicchia, segmento di clientela, livello di servizio, località, pacchetto di onboarding e bundle di add-on. Lo scopo è non mescolare nello stesso nome del piano elementi che andrebbero ordinati diversamente.
Il secondo passaggio è decidere quali differenze meritano un piano distinto e quali, invece, servono solo a raggruppare le proposte. Questa scelta definisce il rapporto tra piani e categorie. Un criterio editoriale semplice è usare i piani per le offerte che devono rimanere riconoscibili come proposte separate e usare le categorie per rendere leggibile il catalogo. Non è una regola prescritta da HighLevel, ma un modo per limitare la proliferazione di varianti quasi identiche.
Il terzo passaggio è costruire una mappa prima della configurazione. Per ogni proposta, l’agenzia può registrare internamente: destinatario, livello di servizio, eventuale settore o area geografica, onboarding previsto e add-on inclusi. Questa mappa consente di verificare se due piani sono realmente diversi oppure se si tratta della stessa offerta descritta con parole differenti.
Il quarto passaggio è configurare piani e categorie nel configuratore SaaS disponibile nel proprio account, verificando denominazioni, limiti e opzioni presenti nell’interfaccia al momento dell’uso. L’annuncio ufficiale supporta il massimo di 99 piani e 99 categorie, ma non fornisce i dettagli dei clic, dei campi o delle impostazioni necessarie: tali dettagli non vanno quindi dati per certi senza consultare la documentazione e l’ambiente aggiornati.
Il quinto passaggio è collegare il catalogo al modo in cui l’agenzia eroga davvero il servizio. Se un’offerta comprende comunicazioni email, la struttura commerciale dovrebbe essere comprensibile anche a chi dovrà gestire quelle attività. In questo contesto può essere pertinente la guida su come creare Email Sequences su GoHighLevel per agenzie italiane. Il collegamento non implica che le sequenze email siano parte obbligatoria dei piani SaaS: è un esempio di coerenza da valutare quando il servizio venduto le prevede.
Infine, prima di ampliare ulteriormente il catalogo, l’agenzia può riesaminare se ogni nuova voce risponde a una differenza reale di mercato o di servizio. Il nuovo tetto elimina una barriera quantitativa; non sostituisce la necessità di una logica commerciale chiara.
Il risultato operativo
Risposta breve: il risultato verificabile è poter configurare fino a 99 piani SaaS e fino a 99 categorie SaaS, anziché 20. Questo consente di rappresentare un portafoglio più ampio senza il precedente limite indicato da HighLevel.
In un contesto operativo, l’agenzia può quindi separare con maggiore precisione offerte rivolte a nicchie, segmenti o livelli di servizio diversi. Può anche ordinare il catalogo in modo più leggibile quando utilizza pacchetti di onboarding, località o bundle di add-on come elementi distintivi della proposta. L’annuncio descrive proprio questa maggiore granularità come un vantaggio per la gestione di offerte diversificate.
Il beneficio non è “avere 99 prezzi”. È poter scegliere una struttura che rifletta il business model senza comprimere tutto entro 20 piani o categorie. Per un responsabile, ciò può significare una base più ordinata da rivedere quando cambiano posizionamento, servizi o segmenti serviti.
Restano fuori dalla portata della fonte risultati economici, tassi di conversione, tempi risparmiati o impatti sui margini. Non possono essere promessi. Dipendono da come l’agenzia definisce il proprio catalogo, comunica il valore delle offerte e sostiene l’erogazione dei servizi.
Errori e limiti
Risposta breve: più capacità non equivale automaticamente a più chiarezza. Il rischio principale è usare i nuovi limiti per moltiplicare piani e categorie senza una distinzione comprensibile.
Un primo errore è creare una nuova offerta per ogni piccola eccezione. Se la differenza non cambia davvero destinatario, livello di servizio, area, onboarding o bundle, può produrre soltanto duplicati difficili da mantenere. Un secondo errore è confondere categoria e piano: prima di configurare, conviene stabilire una convenzione interna e applicarla in modo coerente.
Un terzo errore è trattare la fonte come se descrivesse ogni dettaglio del configuratore. L’aggiornamento ufficiale conferma l’innalzamento dei limiti e le possibili applicazioni strategiche, ma non documenta una sequenza operativa completa né garantisce specifiche funzioni aggiuntive. Interfaccia, nomi e disponibilità possono cambiare dopo la data della fonte.
Un quarto errore è costruire un catalogo commerciale scollegato dall’operatività. Se un piano promette un servizio, l’agenzia deve poterlo riconoscere e gestire con processi adeguati. L’espansione del catalogo elimina un ostacolo di capacità, non risolve autonomamente organizzazione, posizionamento o qualità dell’erogazione.
Si torna così al problema iniziale: non serve aggiungere complessità al listino manuale, ma rendere visibili e governabili le differenze che esistono già nell’offerta. Se stai valutando come trasformare la struttura SaaS in un percorso commerciale più coerente, scopri il bonus WhatsApp per GoHighLevel. I risultati variano sempre in base al contesto, al catalogo e al modello operativo dell’agenzia.
Domande frequenti
Qual è il nuovo limite dei piani SaaS in HighLevel?
Secondo l’annuncio ufficiale, il limite massimo passa da 20 a 99 piani SaaS configurabili.
Quante categorie SaaS si possono configurare?
La fonte ufficiale indica fino a 99 categorie SaaS, rispetto al precedente limite di 20.
L’aumento a 99 piani obbliga un’agenzia a creare più offerte?
No. L’aggiornamento amplia la capacità disponibile; non impone di usare tutti i piani o tutte le categorie.
Per quali differenziazioni può essere utile organizzare più piani SaaS?
HighLevel cita industrie o nicchie, livelli di servizio, località, segmenti di clientela, pacchetti di onboarding e bundle di add-on.
L’aggiornamento garantisce più vendite o margini più alti?
No. La fonte descrive maggiore flessibilità e scalabilità del catalogo, non risultati commerciali o finanziari garantiti.
La fonte ufficiale spiega esattamente dove cliccare per creare i 99 piani?
No. Conferma il nuovo limite e i casi d’uso generali, ma non fornisce una procedura completa dell’interfaccia.
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