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GoHighLevel: come usare i nuovi template per agenzie e PMI italiane

I nuovi modelli HighLevel offrono basi riutilizzabili per siti, funnel, campagne e onboarding. Ecco come agenzie e PMI possono adattarli senza confondere velocità di configurazione e strategia.

A cura della redazione di HighLevel ItaliaMetodo editoriale
Fonte primaria consultata
GoHighLevel: come usare i nuovi template per agenzie e PMI italiane

TL;DR: quando sito, annunci, email e onboarding vengono costruiti ogni volta da zero, il responsabile di un’agenzia o di una PMI perde tempo in attività ripetitive e rende più difficile mantenere un processo coerente. HighLevel ha annunciato nuovi template per siti web, funnel, contenuti social, email, campagne Facebook, Google e LinkedIn Ads, oltre a un workflow di onboarding clienti. Il risultato operativo verificabile non è una promessa di lead o vendite: è la possibilità di partire da una base preconfigurata e personalizzarla per un progetto, anziché progettare ogni asset da una pagina bianca.

In sintesi

  • Cosa cambia: la libreria di HighLevel include nuovi modelli per siti, funnel, social, email, campagne a pagamento e onboarding.
  • A chi serve: alle agenzie che devono impostare progetti per più clienti e alle PMI che vogliono organizzare asset di marketing senza costruirli integralmente da zero.
  • Dove è più rilevante: salute e benessere, servizi per la casa, consulenza, creatività, viaggi e ospitalità, finanza, assicurazioni, bellezza, automotive, ristorazione e immobiliare.
  • Beneficio concreto: un template può ridurre il lavoro iniziale di impostazione e rendere più uniforme la struttura degli asset.
  • Limite decisivo: il modello non sostituisce messaggi, offerte, dati, consenso, verifiche del brand e valutazione delle campagne.

Le informazioni sui nuovi modelli derivano dal changelog ufficiale di HighLevel, Introducing New Templates, indicato con data 25 luglio 2026. Nomi, composizione della libreria e disponibilità possono cambiare dopo tale data di verifica; prima di pianificare un progetto conviene quindi controllare ciò che è effettivamente presente nel proprio account.

La situazione di partenza

Risposta breve: il problema quotidiano non è soltanto creare una pagina o un’email, ma ricominciare da capo ogni volta che nasce una nuova iniziativa.

Si consideri uno scenario ipotetico: una piccola agenzia italiana acquisisce un’attività locale e deve preparare presenza web, raccolta contatti, comunicazioni iniziali e iniziative pubblicitarie. Oppure una PMI gestisce internamente questi elementi, distribuendoli tra chi segue il sito, chi risponde ai contatti e chi prepara la pubblicità. Non è un caso cliente reale, ma una situazione frequente e utile per comprendere il ruolo dei template.

In un processo manuale, ogni componente viene affrontato separatamente: si sceglie una struttura per il sito, si scrivono email, si prepara il materiale pubblicitario, si cerca una sequenza di onboarding e si ricostruiscono convenzioni operative. Le conseguenze sono pratiche: maggiore tempo di configurazione, maggiore probabilità di differenze tra progetti e minore chiarezza su quali elementi vadano adattati prima della pubblicazione.

Per un’agenzia, questa frammentazione incide soprattutto sulla consegna e sulla replicabilità. Per una PMI, può tradursi in un progetto che resta incompleto più a lungo o in attività di marketing avviate senza un percorso coerente tra annuncio, pagina e gestione del contatto.

HighLevel e GoHighLevel, in questo contesto, non sono il settore né la strategia dell’impresa: sono la piattaforma su cui si possono organizzare gli asset e le automazioni. I nuovi modelli annunciati puntano precisamente a offrire punti di partenza pre-costruiti e personalizzabili. Non eliminano il lavoro strategico; spostano il lavoro iniziale dalla costruzione integrale alla revisione consapevole di una struttura esistente.

Cosa cambia con HighLevel

Risposta breve: cambiano le basi disponibili da cui avviare un progetto, non i requisiti di personalizzazione e controllo del progetto stesso.

Secondo la fonte ufficiale, HighLevel ha ampliato la libreria con template per siti web, funnel, email, campagne social e campagne pubblicitarie su Facebook, Google e LinkedIn. È stato inoltre introdotto un template di workflow generico per l’Industry-Specific Client Onboarding.

Per siti e funnel sono citati due nuovi modelli: Health & Wellness - 1 e Home Services - 1. Il primo è associato a salute e benessere; il secondo ai servizi per la casa. Per il social vengono indicati otto template nelle aree Health & Wellness, Business Coaching & Consulting, Creative e Travel & Hospitality.

L’estensione riguarda anche gli annunci. La fonte elenca due modelli per Facebook Ads, dedicati a finanza e assicurazioni; cinque per Google Ads, relativi a makeup artist, carrozzeria, B&B, brewpub e ispettore edile; cinque per LinkedIn Ads, nelle categorie assicurazione vita, lifestyle coaching, studio contabile, assicurazione casa e produzione/montaggio video. La segmentazione per nicchia può rendere più immediata la scelta di un punto di partenza coerente con il tipo di attività, ma non dimostra di per sé che pubblico, copy o campagna siano adatti al caso specifico.

C’è anche un aggiornamento di un modello esistente: Home Services - Plumber è stato rivisto con sito web, funnel, moduli, email, pipeline e automazioni organizzate, oltre a un Facebook Ad. È un esempio utile di ecosistema collegato: non solo una pagina, ma componenti che coprono acquisizione e gestione iniziale del contatto.

Dal punto di vista editoriale, per il mercato italiano il valore dei template è soprattutto operativo. Un’agenzia può ragionare per componenti riutilizzabili; una PMI può avere una base più ordinata da valutare e adattare. Sarebbe invece improprio dedurre dai template una conformità automatica al proprio mercato, alle proprie policy o agli obiettivi commerciali.

Come configurare il flusso

Risposta breve: scegliere il modello più vicino al caso d’uso, adattarne ogni elemento essenziale e verificare la coerenza tra acquisizione del contatto e attività successive.

La fonte non descrive una procedura UI dettagliata. Di conseguenza, i passaggi seguenti sono una checklist editoriale di progettazione, non istruzioni ufficiali su schermate, pulsanti o disponibilità nell’interfaccia di HighLevel.

  1. Definire il perimetro prima del template. Stabilire se il progetto richiede un sito, un funnel, una campagna pubblicitaria, contenuti social, email oppure onboarding. Un modello per Google Ads, ad esempio, non risolve automaticamente l’esperienza della pagina su cui arriverà l’utente; un workflow di onboarding non definisce l’offerta dell’agenzia.

  2. Individuare un punto di partenza per settore e canale. Un’attività di servizi per la casa può esaminare il modello Home Services; un professionista del benessere quello Health & Wellness; un progetto B2B può valutare le categorie disponibili per LinkedIn Ads. La scelta dovrebbe dipendere dalla somiglianza della struttura, non soltanto dal nome della nicchia.

  3. Personalizzare i contenuti che identificano l’impresa. Testi, immagini, proposta, servizi, contatti, moduli e comunicazioni email vanno riesaminati. Un template è dichiarato personalizzabile dalla fonte ufficiale, ma la personalizzazione resta responsabilità di chi pubblica. È essenziale evitare di lasciare riferimenti, promesse o dati non pertinenti al progetto.

  4. Collegare gli asset come un percorso. Se si usa un annuncio, occorre verificare che il messaggio sia coerente con la pagina o il funnel scelto. Se la raccolta del contatto porta a una comunicazione iniziale, è utile controllare che l’email e il passaggio successivo corrispondano a quanto l’utente ha richiesto. Per approfondire la componente di attesa e coordinamento del team, può essere utile la guida sui workflow GoHighLevel con Wait Step.

  5. Usare il workflow di onboarding come traccia, non come processo definitivo. HighLevel descrive un template generico per automatizzare passaggi quali ricezione dei dati iniziali e invio di email di benvenuto, guide o questionari. Un’agenzia può adattarlo al proprio metodo di avvio progetto, definendo quali informazioni servono davvero e chi deve riceverle. Per il contenuto delle comunicazioni iniziali è pertinente anche l’approfondimento su come personalizzare le email di benvenuto in GoHighLevel.

  6. Rivedere moduli e dati richiesti. Quando il flusso raccoglie informazioni, la domanda operativa è semplice: ogni campo serve al passaggio successivo? Se sono presenti form o quiz, la funzione di continuità del percorso può essere approfondita nella guida al salvataggio automatico dei progressi in Form e Quiz.

Questa sequenza aiuta a trasformare il template in un asset di lavoro. Non equivale a una garanzia di performance: la fonte stessa richiama che i risultati variano in base a contesto, impegno e modello di business.

Il risultato operativo

Risposta breve: il risultato atteso e controllabile è un processo iniziale più standardizzato, con asset collegati da revisionare invece di componenti da inventare uno per uno.

Per un’agenzia italiana, la libreria può diventare un catalogo di starting point: un modello per la presenza web, uno per un canale pubblicitario e un workflow per l’accoglienza del cliente. Il vantaggio non è delegare la qualità al template, ma rendere il lavoro di configurazione più ripetibile e più facile da sottoporre a controllo.

Per una PMI, il risultato può essere una base organizzata per sito o funnel, comunicazioni e iniziative di acquisizione, con integrazione alle funzioni CRM e di automazione di HighLevel citata dalla fonte. La verifica concreta consiste nel controllare che ogni asset sia stato adattato, che il contatto abbia un percorso previsto e che il team sappia cosa accade dopo l’invio di un modulo o l’avvio dell’onboarding.

In altre parole, lo strumento HighLevel mette a disposizione modelli; il settore orienta la scelta della struttura; l’agenzia o la PMI definisce il messaggio e il processo; il risultato operativo è una configurazione più ordinata e ripetibile. Lead, prenotazioni, vendite e fidelizzazione restano risultati dipendenti dal contesto e non sono promessi dall’esistenza del template.

Errori e limiti

Risposta breve: l’errore più comune è scambiare un modello pronto per una campagna pronta.

Il primo errore è importare o adottare una struttura senza rimuovere contenuti non pertinenti. Il secondo è usare l’etichetta di settore come prova di idoneità: un template per finanza, assicurazioni o salute richiede comunque un’attenta valutazione di messaggi, informazioni e utilizzo nel caso specifico.

Il terzo errore è trattare sito, annunci, email e onboarding come elementi indipendenti. Il valore dei modelli aumenta quando il percorso è coerente; altrimenti si velocizza soltanto la produzione di materiali scollegati. Il quarto è non definire ruoli interni: anche un workflow preconfigurato richiede che qualcuno controlli dati iniziali, comunicazioni e responsabilità di follow-up.

Infine, non assumere che il catalogo sia immutabile. La fonte ufficiale documenta l’annuncio, non una garanzia permanente su nomi, dettagli o disponibilità. L’interfaccia può cambiare e, quando un passaggio non è descritto ufficialmente, non va trattato come un’istruzione certa.

FAQ

I nuovi template HighLevel sono riservati alle agenzie?
No. La fonte li presenta come punti di partenza utili anche alle PMI, mentre per le agenzie il vantaggio potenziale è la maggiore ripetibilità nella configurazione dei progetti.

Quali canali pubblicitari sono coperti dai nuovi modelli?
La fonte ufficiale cita Facebook Ads, Google Ads e LinkedIn Ads, con template associati a nicchie specifiche.

Il workflow di onboarding sostituisce il processo dell’agenzia?
No. È descritto come un template generico per l’onboarding specifico per settore, da adattare ai dati, alle comunicazioni e ai passaggi effettivamente necessari.

Un template garantisce conversioni o lead qualificati?
No. Un template fornisce una struttura iniziale. I risultati variano in base al contesto, all’impegno e al modello di business.

Il modello Home Services - Plumber è soltanto un sito?
No. Secondo la fonte, l’aggiornamento comprende sito, funnel, moduli, email, pipeline, workflow e un Facebook Ad.

Tornando al problema iniziale, chi oggi ricostruisce ogni progetto manualmente può usare questi nuovi template per ridurre la distanza tra idea e configurazione, senza rinunciare alle verifiche che rendono il flusso realmente utilizzabile. Per approfondire il follow-up conversazionale su WhatsApp, scopri il bonus WhatsApp GoHighLevel. I risultati variano sempre in base al contesto, al processo adottato e al modello di business.

Domande frequenti

I nuovi template HighLevel sono riservati alle agenzie?

No. La fonte li presenta come punti di partenza utili anche alle PMI; per le agenzie possono favorire una configurazione più ripetibile dei progetti.

Quali canali pubblicitari sono coperti dai nuovi modelli?

La fonte ufficiale cita Facebook Ads, Google Ads e LinkedIn Ads, con template associati a nicchie specifiche.

Il workflow di onboarding sostituisce il processo dell’agenzia?

No. È un template generico da adattare ai dati, alle comunicazioni e ai passaggi necessari nel processo effettivo.

Un template garantisce conversioni o lead qualificati?

No. Il template offre una struttura iniziale; i risultati variano in base al contesto, all’impegno e al modello di business.

Il modello Home Services - Plumber include solo un sito?

No. Secondo la fonte, comprende sito, funnel, moduli, email, pipeline, workflow e un Facebook Ad.

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